Cinelli anni ’60 per velodromo

1.600,00

Marca: Cinelli

Anno di produzione: anni ’60

Numero di serie: 039

Misure: 53 cm verticale, 55 cm orizzontale c/c

Condizioni: restaurata

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Descrizione

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Questa Cinelli è tanto particolare quanto rara, forse una delle pochissime rimasta nelle condizioni originali. E’ un misto tra una bici da pista (non sono presenti i fori per i perni passanti dei freni ne sulla forca ne sul ponticello), e una bici da strada (forcellini posteriori da strada).

Questa bici è stata costruita così come configurata con il freno contropedale, in numero limitato, il numero di serie molto basso ne è la conferma, e veniva fornita ai velodromi per essere usata dai commissari di gara e dal direttore di pista per spostarsi all’interno degli stessi.

Oggi può essere usata come una bellissima ed elegante bici gentleman.

E’ allestita con freno Torpedo Duomatic (pedalando all’indietro velocemente è possibile cambiare rapporto). Sterzo Cinelli. Manubrio Cinelli in acciaio. Mozzo ant. FB a flangia alta. Sella brooks. Registra 26,2 mm.

La “Cicli Giotto Cinelli” nasce nel 1938-39 a Firenze; inizialmente per la produzione di attacchi e curve manubrio, poi anche bici.

Nel 1948 Giotto cede l’attività al fratello Cino Cinelli, precedentemente corridore di successo. Cino aveva corso per la Frejùs, la Bianchi, la Benotto, vincendo, tra l’altro, la Milano-Sanremo del 1943.

Con il passaggio a Cino, la produzione viene spostata a Milano.

Poiché la parte principale della produzione Cinelli era costituita da attacchi e curve manubrio, Cino non ha mai spinto troppo sulla vendita di biciclette complete: per evitare di avere rapporti concorrenziali con gli altri produttori di bici, che erano gli acquirenti dei suoi prodotti principali . Anche per questa scelta, le bici Cinelli, dopo il primissimo periodo, sono rimaste bici di valore e prezzo elevati, così come elevato ne era il contenuto tecnico e di innovazione; sono state definite le Rolls Royce delle biciclette.

In effetti, Cinelli ha introdotto o comunque diffuso numerose innovazioni nelle bici da corsa:
– la forcella con la testa “sloping”: rendendo più corti i foderi della forcella, se ne accresce la rigidità; il nuovo disegno della testa forcella ha anche un vantaggio aerodinamico;
– un particolare snodo di sella (dal 1953), nel quale la vite di serraggio del tubo reggisella attraversa i pendenti posteriori del telaio;

– il pedale a sgancio rapido (M71 del 1973);

– il manubrio in alluminio (1963), già esistente ma diffuso da Cinelli;

– la sella in plastica (Unicantor 1962), prima introdotta da T. Nieddu (famoso per il cambio Vittoria) con cui la Cinelli collaborerà;

– la saldatura a TIG, con il modello Laser, il cui prototipo è della fine degli anni settanta (vedi la scheda in questo sito).

Nel 1978 Cino Cinelli vende ai fratelli Colombo, ritirandosi in una villa in Toscana. A prendere il timone è Antonio Colombo, figlio di Angelo. Andrea Cinelli, figlio di Cino, rimane nell’azienda occupandosi del marketing (suo è il modello “Cinetica Giotto”, una bella bici che non ha avuto grande successo).

La Cinelli è anche la prima casa ad avere portato in Italia la Mountain Bike: con il “Rampichino” del 1984. 

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